Il sistema di gioco: le caratteristiche

tattica

Quando iniziamo ad organizzare il pre-campionato ma anche il resto della stagione, vogliamo decidere come far giocare la nostra squadra e ci troviamo di fronte a molte domande. In particolare se il nostro sistema di gioco funziona oppure no, se rispetta un certo tipo equilibro, e infine se è adatto ai calciatori di cui disponiamo.

Ecco qui proviamo rispondere a tali domande sviscerando le caratteristiche principali di un sistema di gioco e comprendere così la loro importanza.

Inizialmente bisogna individuare i punti forza della propria squadra. Io sinceramente prediligo alcuni tipologie di sistemi di gioco, ma credo che il migliore lo definiscano i ragazzi a disposizione.

Per esempio se dispongo di tre attaccanti rapidi e veloci nell’uno contro uno e con una buona sintonia tra di loro cerco di focalizzarmi su un sistema che preveda l’utilizzo di tre giocatori offensivi così da poter valorizzare il loro potenziale in attacco.

Invece se ho un buon pacchetto difensivo posso optare per una difesa a 4 ecc…

Tutto questo ragionamento porta a noi mister alla ricerca di una organizzazione di gioco.

Cos’è un sistema di gioco

Come ho già detto sopra, la prima cosa da individuare è un sistema di gioco idoneo alle caratteristiche dei propri giocatori.

Definiamo cos’è un sistema di gioco: è la dislocazione numerica dei giocatori in campo mostrata in forma statica, in fase di non possesso di palla.

Si può notare durante il calcio d’inizio oppure, in alcuni casi, sul rinvio del portiere.

Esso si sviluppa in due momenti della partita ben distinti: fase offensiva e difensiva, oppure di possesso e non possesso.

Nel calcio moderno ormai non si dispone più di un unico sistema ma si modifica a seconda di queste due fasi oppure dell’avversario che si ha difronte.

Ci sono molti allenatori che adottano numerosi sistemi e che li utilizzano a seconda della squadra che incontrano.

In entrambe le fasi di gioco dovremmo tener conto di due fattori tempo e spazio.

L’obbiettivo di ogni allenatore è quello di migliorare questi due aspetti.

Guadagnare un tempo di gioco e trovare spazi nel campo possono essere dei fattori che decidono le nostre partite.

Per permettere un buon sviluppo di un sistema di gioco, esso deve avere tre caratteristiche principali.

Sistema Equilibrato

Equilibrato: che tenga conto sempre delle due fasi di gioco, cioè la fase di possesso e di non possesso , in qualsiasi momento della partita.

Ormai nel calcio di oggi, come ho già specificato prima, il gioco si sviluppa in due fasi fondamentali: possesso e non possesso.

Queste due fasi determinano decisamente l’andamento di una partita.

Molte volte si imposta un sistema tenendo conto di una sola fase ma trascurando l’altra.

Per esempio un sistema improntato solo sulla fase di non possesso è deleterio, perchè avere una buona fase difensiva senza saper tenere successivamente il pallone tra i piedi gestendolo al meglio, può rendere molto difficile vincere le partite.

Infatti la mia idea (ma non dico che sia la più giusta) è che per prima cosa bisogna tenere conto di una buona fase di possesso di palla, per poi costruire quella di non possesso.

Sistema Elastico

Elastico: che si possa adattare a qualsiasi avversario mantenendo stesso equilibrio.

Questa caratteristica è esattamente l’evoluzione dell’equilibrio. Come ho già detto prima nell’introduzione delle due fasi di gioco, costringe un sistema a modificarsi a seconda delle necessità.

Durante il mio percorso con i Giovanissimi mi sono imbattuto in questo tipo di problematica tanto che ho dovuto studiare bene per venirne a capo.

Il mio consiglio è di creare un sistema di base tipo il 4-3-3, naturalmente bisogna tenere sempre conto delle caratteristiche dei ragazzi, ma con questo sistema si rischia di prendere qualche gol di troppo se i giovani calciatori non sono troppo abituati.

Perciò si può impostare negli allineamenti un muro difensivo a centrocampo formando così un sistema in fase di non possesso con un 4-1-4-1 per proteggere la difesa.

Questo esempio dimostra come sia fondamentale l’elasticità in un sistema di gioco anche attraverso due moduli apparentemente opposti.

Nel video sotto si può vedere un analisi tattica del Manchester City di Guardiola.

La cosa più interessante però sono i primi minuti di video dove viene rappresentato il sistema di Guardiola con un 4-1-4-1, ma il suo sviluppo in fase di possesso e quasi un 3-5-2.

Questo aspetto testimonia come l’elasticità in un sistema di gioco sia molto importante.

Sistema Razionale

Razionale: Che si adatti alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. La sintesi di questi tre fattori permettono di avere una buona organizzazione di gioco.

Come ben sappiamo non possiamo mettere un attaccante in difesa e vice versa.

Per questo dobbiamo capire bene le qualità dei ragazzi che ci troviamo di fronte anche modificando il sistema durante la stagione.
Riprendendo l’esempio del sistema di gioco 4-3-3 (a me molto caro), ho scoperto

utilizzandolo durante la stagione con i giovanissimi, che lo reputavo inizialmente il migliore per ragazzi, ma con il passare delle partite e degli allenamenti mi sono accorto che i centrocampisti si trovavano a loro agio in un a mediana a due mentre alcuni giocatori offensivi sapevano lavorare bene dietro la punta come trequartisti.

Da questi aspetti ho modifica il sistema da 4-3-3 a 4-2-3-1 con ottimi risultati.

Molte volte per equilibrio lo intendiamo nel nostro immaginario collettivo da mister come un sistema ben definito (es. 3-5-2 o 4-3-3) e di conseguenza l’inserimento della tattica dei giovanissimi necessaria per applicarlo, ma non è così, infatti molte volte lo si trova attraverso disposizioni impreviste e che solo con il lavoro sul campo si possono cogliere e scoprire.

Perciò consiglio di essere liberi nel trovare un sistema di gioco per la vostra squadra che esca anche dai vostri schemi preferiti.

Sistemi a tre o a quattro linee.

La disposizione in campo è molto variabile per questo motivo si può parlare di sistemi su tre o quattro linee. L’integrarsi di queste portano a una organizzazione di gioco durante la partita.
Sistemi più classici su tre linee:

4-3-3
4-4-2
3-5-2
5-3-2
4-2-4
3-4-3

I sistemi più classici su quattro linee:

4-3-1-2
4-2-3-1
3-4-2-1
4-1-4-1
4-4-1-1
4-3-2-1
3-4-1-2

Tutti questi sistemi di gioco possono integrarsi tra loro in fase offensiva e in fase difensiva.

Per esempio con un 4-2-3-1 in fase di possesso si trasforma in un 4-5-1 con l’arretramento di due dei tre attaccanti, in particolare di quelli esterni, formando un centrocampo a cinque.

Differenza tra sistema e modulo

Come abbiamo spiegato in precedenza il sistema di gioco è la dislocazione numerica dei giocatori in campo mostrata in forma statica, ma qual’è la differenza con un modulo?

Quest’ultimo è esattamente l’evoluzione del sistema. Si sviluppa forma dinamica e perciò comprende anche la fase di possesso mentre in un sistema è solo statico, perchè il modulo è condizionato dal movimento dei giocatori in campo.

Infatti durante la partita i calciatori si muovono e tengono delle precise posizioni ed eseguono altrettanti precisi movimenti sul terreno di gioco.

mourinho-manchester

Esercizio

il sistema di gioco

L’esercizio si svolge in un campo a 11 diviso in tre parti (una centrale e due difensive). La squadra in possesso di palla (bianchi) ha massima libertà di movimento e si deve disporre con un sistema di gioco a 4-3-3.

Invece chi è in fase di non possesso (rossi) si devono disporre in 4-1-4-1 con la linea difensiva che deve obbligatoriamente tornare nella sua area (può arrivare fino alla linea che divide i due campi), i centrocampisti e attaccanti che rimangono nel campo centrale e il mediano che ha la libertà di muoversi tra i due spazi citati.

Questo per permettere un cambiamento di sistema di gioco durante la partita dal 4-3-3 al 4-1-4- 1 nelle due fasi del match.

Tale esercitazione permette di iniziare ad allenare l’elasticità e l’equilibrio di un sistema di gioco.

Varianti:

Possibile inserimento di due spazi esterni utilizzabili solamente da chi è in possesso di palla.

Questo per stimolare l’utilizzo di tutta l’ampiezza del campo in fase di possesso di palla.

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