COME PREPARARE ATLETICAMENTE GIOCATORI DAGLI ESORDIENTI AI GIOVANISSIMI

Come preparare atleticamente dei giocatori adatti al Calcio moderno che passano dagli esordienti calcio ai Giovanissimi.

Perchè mettersi in gioco rischiando anche di ricevere critiche?

Ognuno di noi ha le proprie passioni, hobby!!

Tra le mie fin da ragazzo c’è stato il desiderio di “educare” quelli più piccoli di me per aiutarli a diventare uomini che potessero tentare di realizzare i propri sogni.

Animatore all’oratorio prima, insegnante di “ginnastica” come lavoro.

Amante dello sport, mi sono specializzato, dopo averli praticati, nel Calcio e nel Volley.

Conseguito il patentino UEFA non mi bastavano i buoni risultati ottenuti con i ragazzi che ho avuto la fortuna di allenare,

Volevo di più!

Ed eccomi a Coverciano a conseguire il titolo di P​reparatore Atletico Professionista.​

Massimo dei voti e pubblicazione della tesi.

Si sono aperte le porte del professionismo, ​Settore Giovanile del Torino Calcio​ e ​Serie B ​col Vicenza, più di 15 anni che mi hanno dato tante soddisfazioni.

Esperienze che “sento” di condividere con coloro che come me amano questo sport speciale, unico.

Considerazioni personali derivate da 40 anni di esperienza sul camp​o.

All’inizio (1982) furono i ragazzi esordienti di una piccola società nata da pochi anni alla

periferia di Torino. Gli studi seguiti, la voglia di sperimentare…..
Risultato: vittoria nel proprio girone, con 3 di loro passati alla fine della stagione alla Juventus!

Dopo pochi anni in una delle più gloriose società dilettantistiche torinesi con i Giovanissimi

Vittoria campionato, titolo regionale sfiorato ai rigori ma più importante: durante la stagione battuti 2 volte i pari età della Juventus e perso di misura con il Torino dei vari Lentini, Carbone…

3 selezionati dalla Juventus, 1 dal Torino 1 dalla Pro Vercelli

Cosa ha fatto la differenza?

Riparlando con molti di quei ragazzi ormai adulti….. la mia maniacale cura della preparazione atletica.

“Mister, noi correvamo più di tutte le altre squadre”,

“Eravamo sempre lucidi per tutta la partita”,

“Ci faceva il c… negli allenamenti, ma quanto ci siamo divertiti”

Perchè la preparazione atletica è fondamenta​le nel settore giovanile

Tecnica, tattica, personalità vengono esaltate dalla sicurezza di poterle esprimere al massimo livello senza che la fatica ne abbassi la qualità.

Ecco il segreto!

I vari Maradona prima, Messi e C.

Ronaldo oggi ne sono esempi.

Uno dei più bei goal del Calcio è ancora nei miei occhi: Maradona che recupera palla nei 40 metri difensivi, dribbling brucianti e scambi di prima per arrivare davanti al portiere inglese e depositare la palla in rete delicatamente.

Messi e Ronaldo che nelle loro biografie ricordano i lavori massacranti nel settore giovanile al Barcellona ed all’Arsenal per poter poi diventare vincitori di tanti Palloni d’oro.

La preparazione atletica nel settore giovanile dilettantistic​o

Negli anni del Settore Giovanile al Torino un particolare mi aveva fatto riflettere.

Durante la stagione sportiva venivano continuamente ragazzi per fare i provini.Selezionati dagli osservatori si dava loro la possibilità di dimostrare quanto valessero.

Dopo pochi minuti si capiva che pur bravi, faticavano a reggere il ritmo dei loro coetanei.Quasi tutti arrivavano da squadre dilettantistiche.

Qui è il punto cruciale.
Ciò su cui riflettere!

Perchè i calciatori dilettanti sono meno preparati atleticamente?

Il numero minore di allenamenti può essere un fattore, sicuramente.

Ma a volte è anche una scusante.

Tre allenamenti settimanali e la gara possono comunque fornire la possibilità di una adeguata preparazione fisica.

Nella Scuola Calcio le indicazioni sono di far lavorare i piccoli con la palla.
GIUSTAMENTE!

Ma se ci mettiamo ad osservare dal di fuori le seduti dei piccolini anche chi non ha competenze nota i tempi morti di inattività, le file in attesa di eseguire i gesti tecnici, addirittura a volte il preparare le gare tatticamente.

Quali sono le conseguenze?

Sviluppo inadeguato delle capacità di rapidità e frequenza che si sviluppano soprattutto fino ai 10 anni.

A 13 anni, col passaggio nel Settore giovanile i ragazzi sapranno fare il “doppio passo”, la “forbice” la “veronica”…. ma tutti gesti eseguiti a bassa intensità, che con la stanchezza non vengono più bene.

Allora coi miei Giovanissimi cosa devo fare?

Addestrarli a FATICARE!

Non entro ancora nel merito di come (con palla? a “secco” senza palla?) ma devono capire che per essere calciatori prima devono essere Atleti.

L’allenatore del Settore Giovanile ha il ​dovere ​di portare nei propri ragazzi la voglia di “fare di più”.

I cambiamenti fisiologici dalla Scuola Calcio al Settore Giovanile

Ripassiamo velocemente quali sono le differenze a livello atletico tra i bambini della scuola Calcio e il Settore Giovanile.

Come riportato in tutti i testi sulla materia tra gli 8 e 12 anni c’è il massimo apprendimento a livello coordinativo.

Un particolare che però viene trascurato è che già dai 6 anni c’è la possibilità di migliorare la ​frequenza dei gesti ​e la​ rapidità dei gesti motori.

E’ già dalla fanciullezza che si crea l’opportunità di migliorare quella doti innate che ogni bambino ha!
Come si legge da quella che è quasi la bibbia dei preparatori atletici:
“La preparazione fisica ottimale del calciatore” di J. Weineck

Dai 5 ai 7 anni avviene il perfezionamento della corsa con il conseguente miglioramento della velocità.

Dopo i 14 anni i valori della “velocità reattiva” ovvero i tempi di reazione ed esecuzione sono pari agli adulti.

Quello che stabilisce il passaggio netto tra i 12 e i 14 anni sono i mutamenti ormonali che portano ad aumentare la forza e la velocità di contrazione muscolare, e (IMPORTANTE) la capacità anaerobica, ​cioè la capacità di esprimere ai massimi livelli forza e velocità per tempi più lunghi.

Diventa fondamentale nei Giovanissimi Calcio introdurre esercizi: “a secco” che aiutino a sviluppare tale capacità, con modalità e tempi che analizzerò in seguito.

CONSIDERAZIONI FINALI

La nostra passione per il Calcio e il desiderio di condurre una squadra deve essere accompagnato da basi di conoscenza che, come citavano grandi insegnanti,

“è buon maestro colui che aiuta il fanciullo a crescere ….senza fare danni!”

Quando ci si rende conto che le proprie competenze non bastano, si ricorre all’aiuto esterno.

Quante volte ho voluto provare ad aggiustare qualcosa pensando di essere in grado, per poi dover chiamare un tecnico esperto o buttare l’oggetto in questione.

Ammettere i propri limiti non è segno di debolezza, ma di umiltà che ci permette di guadagnare il rispetto di coloro con cui lavoriamo.

Nei prossimi articoli andrò a definire come intervenire al meglio nel biennio Giovanissimi ed Allievi.

M. Pasqualini
Abilitato a Preparatore Atletico Professionista

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