Prep. Atletica: 2° anno: Obiettivi principali del Mister [Parte 1]

Questo è l’anno di svolta per quello che potrà essere il futuro dei ragazzi che giocano nel secondo anno dei giovanissimi e gli allenatori devono avere chiaro in mente gli obiettivi e i risultati da ottenere.

A questa età oramai le spinte ormonali hanno quasi completato il loro ciclo.

Ogni ragazzo ha una impostazione fisico/atletica quasi definita al 90%, tranne qualcuno che deve ancora completare la crescita.

Chi è conoscitore di questa fascia di età riesce a prevedere quali possono essere le ultime variazioni dei ragazzi.

Il testosterone ormai è presente alla sua massima percentuale nel fisico. Spinte di accrescimento, aumento delle capacità atletiche si stanno completando.

Le esercitazioni devono essere mirate in modo da aiutare i nostri ragazzi ad acquisire la sicurezza dei propri mezzi, fortificandoli di conseguenza nella personalità, fondamentale per la ricerca di risultati nel gioco e nella vita.

I 4 pilastri che formano un calciatore devono essere chiari nella testa dell’allenatore dei giovanissimi perchè altrimenti non migliorano anzi il rischio è di farli peggiorare e non farli trovare pronti all’appuntamento con gli Allievi del prossimo anno.

Vediamo quali sono questi 4 pilastri che devi edificare nei giovani calciatori dei giovanissimi al secondo anno

  1. Capacità tecniche minime acquisite (saper calciare, stoppare, ​colpire di testa, dominio della palla…)
  2. Capacità tattiche (che non vuol dire conoscere i “sistemi di gioco quali 4-3-3 / 4-4-2 / ecc. ma lettura delle situazioni per saper anticipare i possibili sviluppi di un’azione di gioco
  3. Preparazione atletica adeguata con introduzione delle metodiche ” a secco”
  4. Caratteristiche psicologiche che determinano sia il grado di capacità di sopportare pressioni, sacrificio, voglia di vincere. Ovvero la personalità

​Durante la stagione sportiva vedremo una prima grande selezione che porta alla riduzione verso la cima della piramide di chi potrà giocare a buoni livelli e chi abbandonerà.

Il primo anno delle superiori per quasi tutti sarà il primo test da superare. Gli aumentati impegni costringeranno i nostri calciatori ad “ottimizzare” al massimo il proprio tempo.

Come insegnante ti propongo una piccola riflessione.

In quasi tutte le altre discipline, spesso molto più gravose del Calcio, gli atleti riescono a conciliare i numerosi impegni sportivi con ​l’attività scolastica.

Insegno in classi di un liceo sportivo e in classi di un istituto tecnico.

Nel liceo sportivo tutti praticano discipline ad alto livello (basket, volley, tennis, nuoto, pattinaggio…) senza che ciò comporti problemi a livello scolastico.

Nelle classi del tecnico per lo più “calciatori” dilettanti hanno spesso problemi sia didattici che comportamentali.

Mi viene da pensare che molto spesso noi istruttori della scuola calcio abbiamo una parte di responsabilità in questo.

Sicuramente il livello culturale della famiglia ha un grosso peso, ma è possibile che anche l’ambiente calcistico influisca?

Anni nelle giovanili del Torino Calcio mi hanno dato questa convinzione.

Molti dei ragazzi con cui ho lavorato ritenevano lo studio inutile, noioso.

Spesso non frequentavano e a scuola il loro comportamento non era tra i migliori.

Risultato: di quei ragazzi sono arrivati tra i professionisti un numero ridottissimo, ed alcuni conseguendo il proprio diploma.

La stragrande maggioranza  si è persa, costretti poi a frequentare le scuole per corrispondenza per ottenere un pezzo di carta utile nel mondo del lavoro.

Mi piace citare giocatori e Giorgio Chiellini è un esempio.

Non di grandissima caratura tecnica, quasi goffo a volte, grazie ad applicazione, costanza, volontà è arrivato a grandi traguardi…. ed è laureato!

Messi e Ronaldo son pochi nel mondo.

La squadra “vincente” è formata da “fenomeni” con dei comprimari che li sappiano sostenere,  che con umiltà e dedizione si sacrificano, a volte anche per loro.

E per coloro che non sono fenomeni quale palestra migliore della scuola per migliorarsi?

Con le squadre che ho seguito come allenatore delle giovanili ho sempre avuto l’abitudine di chiedere la pagella.

Molti storcevano il naso e mi dicevano :

“Mister cosa gli importa di come andiamo a scuola?”

Spiegavo: per me è importante perchè

  • gli allenamenti possono essere a volte noiosi o faticosi, chi sa mantenere attenzione e comportamento giusto a scuola lo manterrà anche negli allenamenti
  • La matematica è logica, il calcio è un ripetersi di causa/azione/effetto quindi allena la mente a pensare
  • La storia, la geografia sono spesso da studiare anche a memoria, allenare la memoria aiuta a tenere a mente le indicazioni tattiche
  • L’italiano ti insegna a comunicare, ed in campo ci sono 10 compagni con cui devi comunicareA bocca aperta alcuni mi guardavano increduli!

Ora che ti ho esposto le mie motivazioni …. riflettici!

La crescita ed il passaggio di livello nel secondo anno categoria Giovanissimi

​Nel primo anno dei giovanissimi abbiamo visto che è un affacciarsi verso il Calcio “vero”.

Numero dei giocatori, dimensioni del campo, regolamento…..

Tutte condizioni che portano ad interpretare il gioco in modo più simile agli adulti.

Nel primo anno dei giovanissimi rispetto agli esordienti e richieste energetiche aumentano:

  • migliorare la capacità aerobica = la resistenza generale di base
  • inizio dello sviluppo della resistenza alla velocità ed alla forza = capacità anaerobica
  • grazie al testosterone aumento della Forza e della velocità di contrazione dei singoli muscoli
  • Miglioramento della coordinazione trai gruppi muscolari per le espressioni di forza complesse (cambi direzione, frenate, stacchi da terra….)

Le esercitazioni atletiche sono di introduzione nella parte iniziale della stagione, per poi aumentare progressivamente i carichi.

Nel secondo anno dei giovanissimi i ragazzi dovrebbero già aver preso l’abitudine a sopportare certi esercizi che potrebbero essere percepiti come faticosi o stressanti se non eseguiti nella stagione precedente.

Durante i mesi estivi di solito avvengono i maggiori cambiamenti fisici, con un aumento della statura considerevole.

Quando avviene il ritrovo l’allenatore dovrebbe avere un bagaglio di dati in suo possesso per meglio comprendere se tali cambiamenti possono incidere alla ripresa.

Avere un “database” con le stature al termine del campionato, eventuali test fisici svolti (vedremo quali tra i più pratici e di facile lettura), partite giocate ed altri dati ti agevola soprattutto all’inizio se non avevi il gruppo nella stagione precedente.

L’innalzamento della statura può comportare periodi di adattamento che non vanno sottovalutati.

Il ragazzo ha bisogno di tempo e lavoro in campo per riprendere il pieno controllo del proprio corpo.

Anche l’aspetto di crescita psicologica può diventare determinante.

In questa età spesso si hanno le prime esperienze sessuali importanti, grandi innamoramenti estivi, bisogno di sentirsi adulti.

Nello spogliatoio si sentiranno dialoghi del tipo…..

“mi son fatto quella”

“tutte le sere in disco una diversa”

o cose del genere.

A volte vanterie per non fare brutte figure tra i compagni… a volte verità. Comunque queste esperienze se realizzate ci consegnano ragazzi più “uomini”, pronti ad affrontare questa categoria con più convinzione.

Esaminiamo ora alcune proposte per l’inizio della stagione.

Dopo una prima seduta di ripresa tranquilla (la classica sgambata) con corsa, esercizi di mobilizzazione, tecnica e partitella finale..

ma cosa proporre in quelle successive?

Già alla seconda seduta con l’aiuto di un collaboratore si possono fare delle rilevazioni:

A) Il collaboratore (spesso un dirigente) in una parte di campo o nello spogliatoio con una parte del gruppo raccoglie i dati con una bilancia e un metro : peso ed altezza!  mentre gli altri ragazzi palleggiano o fanno calcio-tennis.

B) Il Mister: effettua i primi Test di resistenza per valutare la condizione generale

Ora la domanda che molti si pongono è: “ma sono in grado e quale?”

Oggigiorno non è difficile reperire un test di facile attuazione e con lettura semplice dei dati.

Grazie al web si possono trovare molte proposte.

Personalmente, dopo aver scritto anche un manuale multimediale sull’esecuzione e l’utilizzo dei dati col Test di Gacon dove spiego passo passo come svolgerlo, come ricavare i dati e come usarli sia in ritiro che tutto l’anno per migliorare la potenza aerobica dei tuoi giocatori in maniera uniforme, ho fatto anche ricorso allo yo-yo recovery test

test di gacon manuale d'uso

clicca qui e vai al manuale del test di gacon 

Yo-yo Recovery Test

“20m. andata e ritorno, 5 metri per il recupero camminando = 10 secondi ripartenza. dopo un certo numero di ripetizioni al velocità aumenta costantemente, fino a quando l’atleta non riesce più a seguire il ritmo imposto dal segnale sonoro.

Si segna il numero dello “step” raggiunto al momento dell’abbandono.

Ci sono diverse modalità, ma quella che risulta ottimale per la mia esperienza è la proposta che si può reperire nel sito dell’AIA, associazione nazionale arbitri.

​Oltre al segnale sonoro trovi tutto il protocollo per eseguire al meglio il test con relative tabelle della distanza che ogni atleta percorre, la velocità in Km/h, utile per conoscere la velocità massima aerobica (ovvero quella dove inizia ad esserci accumulo minimo di acido lattico per dirla in modo semplicistico).

Restano validi per coloro che li conoscono anche il Leger  (corsa continua a navetta sui 20m. con aumento della velocità ogni minuto).

Anche i classici 3000 o Cooper hanno comunque sempre validità ed esiste molta letteratura al riguardo.

Ottenuti i dati che ci servono possiamo scegliere 2 metodiche

  1. Elaborare i risultati sulla resistenza per cercare le velocità di corsa da proporre ai giocatori ( consigliato) con strumenti quali la corsa intermittente, il fartlek, il CCVV… ripetute sui 300, 400, 800, ecc.
  2. Utilizzare semplicemente i dati ricavati come base di partenza per poi successivamente ripetere il test per verificare i miglioramenti individuali.

La seconda è sicuramente di più facile attuazione per tutti quegli allenatori che non si vogliono sbattere più di tanto ed è di solito la scelta che fanno quasi tutti.

I dati ricavati ci consegnano un quadro iniziale con una graduatoria dei giocatori più”resistenti”,  che possono offrire un rendimento costante nelle prime gare e sono meno a rischio infortuni.

Perchè affermo questo?

Poca resistenza = affaticamento in breve tempo-> acidosi muscolare e carenza di energie-> fibre che rimangono contratte e sotto pressione ad una richiesta di forza possono lacerarsi (contratture,  elongazione, stiramento, strappo)

Nelle prime due settimane la preparazione andrà a stimolare tutte le capacità,  ma maggiore dovrà essere il tempo dedicato alla resistenza generale che oltre ad aumentare la capacità del nostro serbatoio di “benzina” diventa anche prevenzione per quanto appena citato.

Ci vediamo la prossima settimana alla parte 2 di questo articolo

 

M. Pasqualini
Abilitato a Preparatore Atletico Professionista

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La tua società non può permettersi di affiancarti un preparatore atletico professionista per questa stagione? 
Non preoccuparti perchè d’ora in poi potrai averne uno tutto tuo!!”
Scopri la soluzione che abbiamo pensato per te”

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