La Preparazione Atletica nel primo anno da giovanissimi

Oggi cercheremo di spiegare come aiutare i giovani calciatori della categoria giovanissimi nel passaggio “io gioco gioco per divertirmi ed imparare” (nell’attività di base) al gioco “io gioco per divertirmi, imparare e per provare a fare il calciatore” (nel settore giovanile)

Per cui possiamo anche vedere questa trasformazione da questa angolazione, come se un professore delle superiori cercasse di far capire ai “p​rimini”​ che non sono più nella scuola media..

“ragazzi da quest’anno dovrete applicarvi di più nello studio”

“attenti che la prima superiore è la prima grande selezione verso il diploma”
(punte del 20% di respinti al primo anno di superiori)

“in classe bisogna imparare a mantenere l’atteggiamento giusto, fare attenzione alle spiegazioni, fare tanto esercizio”

Queste le frasi più consuete nei primi giorni di scuola di un “primino”, come non ricordarle?

Quando si forma la rosa di giocatori che dovrà partecipare al campionato i concetti che sono espressi ai primi allenamenti sono gli stessi.

Richiesta di impegno, concentrazione, “grinta”…ecc

Non importa in quale zona dell’Italia ci si trovi (azzardo del mondo), nel 70 – 80 % dei casi la scena è questa..

Chi pratica o ha praticato Calcio sa che è sarà un anno importante per porre degli obiettivi.

Se sarai molto bravo, e ti allenerai bene, potrai essere selezionato per rappresentative o società professionistiche..

Se sarai bravo ma con poca “voglia di faticare” questo punto debole, diventerà per te un limite per raggiungere quegli obiettivi.

E così via fino all fatidica sentenza:”

“puoi giocare a calcio solo per divertirti”!

E’ la selezione naturale .

Da una base molto grande per salire alla cima il numero si restringe.

Ed ecco che la professionalità e soprattuto la formazione e la competenza del Mister diventa fondamentale in questa categoria per questi giovani calciatori. Riconoscere chi lavora bene con serietà, chi ha doti particolari da esaltare, chi negli anni a seguire abbandonerà per noia, primi amori o altro.

Nel nostro contenitore di esperienze + conoscenze = la nostra competenza, deve esserci la conoscenza della parte tecnica/tattica per formare da individui una squadra, con unità di intenti e partecipazione attiva a quanto proposto.

Saper poi comunicare l’importanza di ogni aspetto dell’allenamento è fondamentale per poi avere riscontri positivi in gara.

Insegnare che fare il calciatore da adesso in poi, vuol dire fare anche
corse di 70 metri,
osservare e decidere cosa fare senza e con palla,
scontrarsi in modo vigoroso con gli avversari (attenzione n​ on sono nemici!) ​con rispetto ​ma ​senza paura. ​

SIGNIFICA farli diventare consapevoli che se mi alleno bene posso arrivare prima di loro sulla palla, gestirla bene, riconoscere le tre fasi di gioco (possesso, non possesso e transizione, ovvero palla di “nessuno”) ed in ogni momento della gara a seconda dei casi, reagire velocemente..

Tutto questo è il passaggio che ogni Mister deve gestire all’inizio del primo anno nella categoria dei giovanissimi.

(1) Aspettative e sogni degli adolescenti (e dei genitori)

Ognuno di noi ha dei sogni nel cassetto​, i ragazzi di 13 anni ….. una montagna di sogni.

Chi di loro gioca al calcio sogna di imitare le gesta ed i trionfi dei grandi campioni, magari in scala ridotta.

Chi fa la punta di essere il capocannoniere, il portiere di volare da un palo all’altro e parare l’incredibile, il centrocampista di essere il fulcro della squadra, il difensore di annullare tutti gli avversari come Claudio Gentile annullò Diego Maradona ai mondiali dell’82…

Qualche ragazzo più maturo mentalmente inizia a rendersi conto delle proprie possibilità e limiti, altri purtroppo ancora dei bambini, assorbono come spugne tutto ciò che viene detto su di loro, nel bene e purtroppo anche nel male.

Ma tutti hanno ancora la passione genuina ed ingenua che il Calcio è solo divertimento.

Per fortuna!

Noi adulti riportiamo questi piccoli Icaro a terra per evitare che volino troppo in alto e poi delusi crollino.

Abbiamo il dovere di insegnare loro che anche se non diventeranno dei grandi calciatori, potranno togliersi delle belle soddisfazioni anche nella vita privata che lavorativa.

Dobbiamo insegnargli che devono impegnarsi tantissimo se vogliono raggiungere delle grandi soddisfazioni.

Soddisfazioni che non sempre arriveranno, ma la vita è così.

Con delicatezza e sensibilità dobbiamo rinforzare le loro certezze su ciò che hanno di buono senza illuderli se non hanno i mezzi necessari per diventare un campione nel calcio.

Purtroppo spesso ci si si scontra con realtà quali il papà che pensa che è il mister che rovina il figlio perchè gioca poco o nel ruolo sbagliato, le coccole della società o gli articoli nei giornali che scimmiottano i grandi quotidiani sportivi con i voti dopo le gare.

Tutto questo distoglie il giovane da quello che è primario per lui:
“ALLENARSI SEMPRE AL MASSIMO DELLE SUE POTENZIALITA’”.

Che in pratica vuol dire cercare di eseguire al meglio possibile tutte le esercitazioni dell’allenamento.

Dal riscaldamento (preventivo per gli infortuni) alle parti di tecnica, situazionali e tattica ….

e soprattutto i pesanti* esercizi di preparazione atletica (nuovi per lui)

*Non pesanti perchè particolarmente gravosi fisicamente (non è ancora il momento), ma perchè spesso proposti in modo ripetitivo con continui richiami anche ossessivi che sfociano anche nei primi richiami da parte del mister del tipo:

“​Mario smettila di ridere e scherzare mentre fai le ripetute”

“Gianni devi impegnarti di più​”….
“Ma Mister mi fanno male le ginocchia!”
“​Il solito pelandrone, alla minima fatica ti fermi, ma io sabato alla prossima partita ti metto in panchina​”

E Gianni pensa:
”Uffah! mi fanno male veramente le ginocchia, non mi diverto a far ste cose, io voglio giocare non ripetere sempre sti balzi noiosi”

La nostra bravura di allenatore dei Giovanissimi al primo anno è ​motivare​ in modo che il ragazzo li faccia perchè si rende conto che tutto ciò fa anche parte dell’essere calciatore.

(2) ​La preparazione atletica nel calcio come divertimento

Sembra quasi un’assurdità ma si può provare a proporre la parte atletica anche in modo piacevole.

Specialmente all’inizio della categoria quale cosa migliore di richiamare il vecchio trucco della:

“COMPETIZIONE”

Non tutte le esercitazioni si prestano ovviamente, ma verificato che il nostro o​biettivo primario ora è il

miglioramento della capacità di ripetere gesti ad alta intensità per un certo numero di volte o secondi,​

cosa meglio può esserci da proporre di esercitazioni del tipo a staffette, gare di velocità, esecuzioni fatte bene con valutazioni (Bravo Gianni questi balzi li hai fatti da 8, Mario 6,5)?

Il calciatore deve avere l’agonismo dentro e se non c’è l’ha devi trasmetterglielo, altrimenti lui non può giocare a Calcio e tu non puoi fare l’allenatore!!!

Ti è chiaro?

In questa categoria, non fare l’errore che fanno tutti gli altri allenatori il quale dicono che:

l’importante è partecipare e divertirsi!!

Rileggevo recentemente un articolo in cui un ex calciatore professionista commentava il modo di allenarsi di C. Ronaldo e Pavel Nedved.

Di entrambi diceva con ammirazione:

“sono simili in allenamento!! Sono sempre i primi ad arrivare e tra gli ultimi ad andare via,
ogni momento dell’allenamento si impegnano al 100% e nei giorni di pausa si allenano per conto loro.

Per non parlare delle partitelle… mai perdere altrimenti andavano via inc….ati!”

Questo atteggiamento agonistico fa arrivare in alto un calciatore!

Occorre che tu Mister con il giusto tempo, aiuti i tuoi giovani calciatori al primo anno da giovanissimi, a diventare consapevole che tutto, e per prima cosa la preparazione fisica, è fondamentale per arrivare ad alti livelli in questo sport.

Allora viva la competizione anche nei momenti di preparazione atletica!

(3) La preparazione atletica per i Giovanissimi primo anno

Già nel primo articolo (“Come preparare atleticamente giocatori dagli esordienti ai giovanissimi”) e nel capitolo precedente di questo contenuto di aggiornamento sulla preparazione atletica del giovane calciatore, ho indicato quale potrebbe essere la scelta VINCENTE ​per gli obiettivi atletici.

Rivediamoli insieme per fare delle riflessioni..

Migliorare le capacità di RESISTENZA SPECIFICA ANAEROBICA.

Qualche mio allievo a scuola aprirebbe la bocca, strabuzzerebbe gli occhi, facendo finta di nulla si girerebbe verso un compagno con lo sguardo che intende dire:

“Ma il prof di che ca..o sta parlando?

Noi allenatori di calcio dovremmo sapere di che cosa stiamo parlando, ma personalmente odio le terminologie da professoroni e quindi andiamo sul concreto, proprio come direi ai miei ragazzini sul campo di calcio:

“Ragazzi, sapete quanto è grande un campo di calcio più o meno?”

Dopo varie risposte ci accordiamo sui 100m di lunghezza e quasi 60 mt di larghezza.

Bene! Quindi quanti metri quadrati?

Silenzio…. Mister io lo so! 600 mt!

Qualcuno inizia a ridere, ma dai di matematica tu hai 5 e si capisce perchè.

Sono 6000 circa.

OK! diviso 22?

Qui è più difficile ed allora li aiuto (mi ero fatto il calcolo prima) 273 metri quadrati a testa circa.

Numeri poco significativi per ora.

Ora arriviamo al nocciolo.

Ragazzi, ognuno di voi deve, con in mano dei conetti, definire una propria zona di campo, con passi lunghi da giraffa (circa 1 metro) di 18 mt di lunghezza e 15 mt di larghezza,

…non importa se ha un pezzo di campo in comune con quella di un suo compagno,

Vediamo quanto ci mettete…

Bravi, siete stati Velocissimi, in 2 minuti ogni giocatore ha definito la propria zona….

Ma guardate, vi rendete conto che sembrano tanti piccoli campi da calcio?

In effetti la relazione tra larghezza e lunghezza è quasi la stessa.

Adesso dentro queste aree andiamo a ripassare le “andature”, cioè gli scatti, la corsa di recupero che si fà durante una partita.

Vogliamo provare a farlo in 5 minuti?

Attenti che se avete delle zone in comune (ci sono obbligatoriamente) non dovete avvicinarvi ai compagni meno di un metro…. adesso aggiungerei per scherzare “per il coronavirus!

Per 5 minuti a voce alta do i comandi:
“scatto 5 metri”…. camminata… zig zag per 5 secondi… navetta veloce sul lato lungo 4 volte…. navetta sul lato corto 8 volte…. 5 salti poi sprint…..ecc.

Al termine dei 5 minuti li raduno tutti a centrocampo:
“Queste sono tutte le cose che dovete fare in partita senza la palla.

Considerate che chi studia il Calcio al computer ha detto che ogni giocatore ha un possesso di palla medio di 3 minuti a testa.

Ovvio che il portiere ha un possesso maggiore, mentre i difensori ed attaccanti di meno.

Il resto della partita è questo che avete appena fatto.

“Mister ci prende in giro, ore a fare tecnica individuale e poi in partita la tocco 3 minuti?”

“Certo, e se sei bravo a gestire la palla puoi arrivare anche a 4 – 5 minuti di possesso!!

Ripensate all’esperimento che abbiamo appena fatto, quando sentivate le gambe dure, voi che volevate aumentare l’andatura, avete notato che le gambe si rifiutavano di farlo?….

Mister dopo le navette ed i zig zag io!,

Anche io…. Io pure….. Boh? per me era tutto faticoso!
Risate.

Bene ora sapete su cosa andremo a prepararci per quando non avete la palla: cioè su quegli esercizi che rendono le gambe dure e che si rifiutano di andare al massimo.

Tornando a noi allenatori, quelli che abbiamo visto sono gli esercizi che comportano l’accumulo di acido lattico nei muscoli, che obbligano a prendere pause di recupero o rallentare l’intensità della corsa o balzi.

Caro Mister devi sapere che verso i 13 anni, grazie al cambiamento ormonale, inizia la capacità di sopportare e ri-utilizzare l’acido lattico.

Capacità che è allenabile come la resistenza aerobica o la forza.

Questa è l’età giusta per iniziare a farlo.

Andiamo a vedere come con degli esempi

(4) Esempi di esercizi corretti fisiologicamente

Scrive Weineck (“la Preparazione fisica ottimale del Calciatore”) a proposito della capacità anaerobica:

“Lo sviluppo della ​capacità anaerobica​ subisce, soprattutto all’inizio della pubertà caratterizzata da un aumento elevatissimo di ​TESTOSTERONE, u​n’accelerazione accentuata ….
mentre i bambini nei loro giochi utilizzano regole che evitano gli sforzi lattacidi, rispettando la loro condizione fisiologica….

Il fatto che la capacità anaerobica cresca notevolmente durante la pubertà e l’adolescenza permette l’impiego di metodi di allenamento che mirano al miglioramento di tale capacità.”

Quindi perchè non inserire tra i nostri mezzi di allenamento questa tipologia di esercizi, senza ovviamente trascurare la resistenza generale e l’allenamento alla forza?

Ho potuto notare (troppo spesso purtroppo) che molti allenatori fanno grossi errori: cioè continuano a proporre ai loro calciatori esercitazioni ripetitive su una delle capacità.

Ad esempio può darsi che un allenatore che da giovane si è allenato per le maratone, propone solo lunghe sedute di resistenza..

(risultato= squadra che corre tutta la partita ma senza “cambi di ritmo”,

Per esempio può darsi che un altro che ha avuto un passato come giocatore di basket, propone solo navette e corse brevi ad alta intensità, con continui richiami di balzi tra ostacoli….

Tutte cose giuste se…. proposte però con il giusto equilibrio.

Torniamo ai nostri giovanissimi primo anno che hanno corso nelle loro zone 18 m x 15 m.

Camminata, corsa lenta di recupero, allungo veloce, navette lunghe e brevi, zig-zag, sprint corti e medi, balzi (stacchi di testa).

E’ importante che tu tenga a mente che tutti questi esercizi devono essere riproposti nella nostra settimana di allenamento.

La bravura di un allenatore di calcio competente anche in preparazione atletica, è come un bravo cuoco occorre saper mettere gli ingredienti giusti con i tempi giusti!

In una settimana di 3 sedute, ecco una sequenza tipo: 

1^ seduta esercitazione di resistenza aerobica con palla (bassa intensità, spazi ampi, tempi di recupero minimi, con esercizi a secco di Core Stability (vedi protocollo 11+ UEFA) da effettuare ad inizio e fine seduta

2^ seduta Prima parte di richiami non affaticanti a forza e velocità, frequenza (speed ladder o volgarmente scaletta, over bassi 20 cm). A seguire esercizi di tecnica o possesso ad alta intensià con rapporto 1:3 o 5 (recupero 3 o 5 volte il tempo di lavoro mai oltre i 45” – 1 minuto. Situazionali o tecnici , gioco. Per chiudere con ancora delle ripetute a secco di navette

3^ seduta dopo un buon riscaldamento richiami di forza e sprint, percorsi brevi (3 – 5 secondi di agilità. Lavoro tecnico in preparazione alla gara, partitella. Al termine ancora qualche
sprint di 10 15 m. ​non al massimo della velocità (è sufficiente andare all’80% della propria velocità massima per richiamare questa capacità).

Perchè terminare in questo modo?

Il prof è “strano!”

Perchè i nostri muscoli hanno una memoria motoria. Se noi lasciamo come ultimo ricordo in loro la velocità, saranno predisposti a richiamarla come prima qualità.

(5) Insegnare a guardare oltre il risultato della singola gara

CONSIDERAZIONI FINALI

Spesso il lavoro di un Mister viene giudicato ​solo ​dai risultati che ottiene.

Il primo anno dei Giovanissimi deve essere completamente dedicato

“alla Costruzione”

Ricordo sempre con gratitudine un mio vecchio maestro di calcio, con un passato come ottimo allenatore nelle giovanili del Torino quando presi la squadra Giovanissimi presso una gloriosa società dilettantistica torinese.

Arrivato mi affidarono una squadra che da esordienti aveva vinto moltissimo. Dopo un mese cominciai a rivoluzionare tutti i ruoli, ad impostare una “zona”, a lavorare sulla programmazione atletica ed il “possesso palla”.

La stagione non fu all’altezza delle aspettative come risultati.

Il presidente convoca il direttore sportivo (questo ex-allenatore del Torino):

“Bruno chiel lì à le mat!” (traduzione: quello lì è matto!)

Ha cambiato tutti i ruoli, fa esercizi strani, La squadra ha vinto poco!”

“ Presidente, , (risponde lui – questo me lo ha raccontato anni dopo).

Maurizio nun l’è mat, è solo fuori dai nostri schemi.

Ha lavorato non per l’immediato. Se si fida del mio istinto il prossimo anno raccoglieremo”

Il presidente borbottò qualcosa, ma aveva massima fiducia del suo direttore sportivo.

Stagione successiva:
In un importante torneo pre-campionato siamo arrivati tra le migliori 16 società di Torino:

Abbiamo vinto il Campionato.

Abbiamo vinto 5 tornei , 2 persi in finale contro il Torino pari età e abbiamo battuto 2 volte la Juventus.

Soprattutto, più che questi successi…. ogni volta che incontro qualcuno di quei ex-ragazzi….partono abbracci sinceri e tanta commozione.

Questo è il ricordo più bello di quegli anni….

M. Pasqualini
Abilitato a Preparatore Atletico Professionista

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“Vuoi guadagnare più punti in classifica di quelli che saresti in
grado di fare da solo?
La tua società non può permettersi di affiancarti un preparatore atletico professionista per questa stagione? 

Non preoccuparti perchè d’ora in poi potrai averne uno tutto tuo!!”
Scopri la soluzione che abbiamo pensato per te”

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Ti capita MAI di NON riuscire a far sostenere alla tua squadra un ritmo elevato e
continuo per tutta la partita?”

test di gacon manuale d'usoSe VUOI POTER programmare DA SOLO (senza l’aiuto del preparatore atletico) con precisione scientifica D’ORA IN POI E PER SEMPRE tutti gli allenamenti da qui fino alla fine dell’anno relativi alle sedute di corsa “intermittente” in maniera da migliorare seduta dopo seduta
La CAPACITA’ AEROBICA E La POTENZA AEROBICA
dei tuoi giocatori indipendentemente dalla categoria che alleni OGGI , Allora devi leggere e ascoltare quello che ho da dirti.

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