CALCIARE: I FONDAMENTALI DELLA TECNICA DI BASE

CALCIARE TECNICA BASE

Oggi approfondiamo nel dettaglio la lista dei gesti tecnici fondamentali (calciare) stilati nell’articolo precedente: la tecnica di base. Cominciamo dal più semplice e il più complicato allo stesso tempo.

Per semplicità di esposizione, innanzitutto suddividiamo il gesto tecnico in due tipologie, ovvero il passaggio ad un compagno e il tiro in porta. Queste due modalità o finalità differiscono per l’intensità che viene impressa al calcio, per l’effetto datogli e per la superficie di piede utilizzata.

Per ognuna delle due finalità, le varianti di esecuzione da applicare non mancano.

Quella più comune, precisa ed affidabile è sicuramente il calcio di interno piede (colpo di piatto): questo consente una maggiore precisione a discapito della potenza nel tiro.

Questa tecnica si usa molto spesso per passaggi corti e tiri ravvicinati.

L’utilizzo dell’esterno non sarà sicuramente una novità per te dato il passato in Serie A di uno dei calciatori in attività che più lo usano meglio, Ricardo Quaresma e la sua trivela.

Ma seppur evidentemente più spettacolare,  il tiro diventa più difficoltoso e la precisione diminuisce.

Col collo del piede il pallone acquista la massima potenza a discapito della precisione.

Ci sono anche altri metodi particolari di toccare il pallone, utilizzando la punta del piede oppure il tallone. Ma essi risultano essere una soluzione alternativa ed estrema, difficile da educare: insomma fanno parte delle capacità innate di un calciatore.

Spesso sottovalutiamo l’importanza della coordinazione necessaria per rendere efficace tale fondamentale in partita. Tu, in quanto allenatore di giovanissimi, troverai di fronte a te ragazzi già “svezzati” che dopo anni di scuola calcio sanno come irrigidire la caviglia al momento opportuno, come posizionare il piede opposto e quant’altro.

Quindi sorvoliamo quest’aspetto e andiamo a ciò che può esserti utile veramente.

IL PASSAGGIO

CALCIARE TECNICA

Solitamente, il passaggio (in termini qualitativi e non esecutivi) si suddivide in corto e lungo, a seconda della situazione di partita alla quale il giovane è posto. Sorvolando la mera tecnicità del gesto, andiamo nel dettaglio e parliamo del tuo gruppo.

Generalmente, obbligati dal risultato e dalla classifica (con relative promozioni e retrocessioni) quello che fa clamore in una partita ufficiale, è lo scarsissimo numero di passaggi corti e semplici tra compagni a scapito di “calcioni” alla rinfusa verso la porta avversaria sperando nell’errore della difesa oppure nel consegnare la palla al fuoriclasse di turno che, in un campionato acerbo come lo è il nostro, farà sicuramente le fortune del suo allenatore.

Insomma, tatticamente il centrocampo potrebbe anche prendersi un caffè al bar del campo.

Prendiamola con il sorriso ma non è affatto una cosa su cui scherzare.

Da questo atteggiamento remissivo di chi sta in panchina noto scarsa lungimiranza e molto egoismo.

Nessuno pretende di veder giocare il calcio dell’Ajax di Cruyff, ci mancherebbe.
Ma sforzarsi a far capire ai ragazzi che la soluzione più semplice e vincente non è sempre quella giusta.
Quello deve essere un principio cardine della società, dei mister e di chiunque passi per un campo di calcio.

Anche perchè tutti, in fondo, vogliono sentirsi protagonisti dei loro successi, tanto più un ragazzo di questa età che si vede costantemente scavalcare da lanci lunghi e che in partita toccherà a mala pena 10 palloni.

Pep Guardiola, durante un’intervista recente, ha detto “il pallone è la ragione per cui tutti vengono al campo. Nella mia idea di calcio tutti sono al centro gioco. Un difensore deve saper giocare con la palla e un attaccante deve saper difendere.” Se questa non è una conferma di quanto detto sopra…

Fa attenzione però… tutto questo discorso non scoraggia affatto l’uso del passaggio lungo, della giocata in profondità e quanto ne segue.

Cerca di far capire quanto sia sbagliato giocare senza pensare, rifugiarsi nella soluzione che mi libera da ogni difficoltà e che ORA mi fa vincere. Crescendo non sarà così, e i tuoi ragazzi si ritroveranno ad aver gettato al vento due anni d’oro per la loro crescita.

 IL TIRO IN PORTA

Come anche il suo fratello in affari, il tiro in porta può essere effettuato con tutte le superfici del piede, a seconda della situazione di gioco e quindi dalla posizione in campo che si occupa. Inoltre, la sua efficacia e corretta esecuzione è dovuta dalla dinamica in cui il giocatore in possesso palla si trova:  si può infatti calciare da fermi, in corsa, al volo o in acrobazia.

Calciare da fermo richiede la capacità di imprimere grande forza al pallone anche in assenza di movimento, e una discreta precisione.

Per eseguire il tiro in corsa, invece, il giocatore deve sapere coordinare il passo della propria corsa, così da poter giungere all’impatto con la palla con il corpo in corretto equilibrio.

Per calciare al volo servono tecnica e coordinazione: per colpire correttamente il pallone, infatti, è necessario attendere il momento giusto, poiché un tempismo sbagliato porterebbe a un tiro impreciso, o scarsamente potente.

In questa età quest’ultimo può essere sicuramente introdotto e consolidato.

Le dimensioni del campo aumentano, così come le probabilità di ricevere cross laterali o passaggi lunghi alti da dover convertire in rete. Naturalmente, in caso di scarsi risultati, non richiedere a tutti i costi la corretta realizzazione di tale strumento; non farai altro che minare l’autostima dei tuoi ragazzi.

Il tiro comincia ad assumere molta importanza. Se prima le dimensioni della porta in rapporto alle dimensioni del campo, rendevano tutto più facilmente realizzabile, ora queste proprietà non stanno più dalla parte del giovane.

Esso è legato sicuramente alla crescita muscolare di alcuni che avranno già a loro disponibilità la forza necessaria per fare la differenza.

Al contrario altri, in ritardo di crescita, saranno condizionati da un tiro ancora “esordiente”, non più valido. Attendere e allenarsi, l’unico metodo per non rischiare di rimanere indietro dal punto di vista tecnico.

ALLENARE QUESTO FONDAMENTALE: CALCIARE

Come ogni fondamentale tecnico, potrai allenarlo in due modi diversi e complementari.

Il primo, destrutturato e privo di avversari, legato esclusivamente alla corretta esecuzione di ciò che è richiesto.

Il secondo legato a situazioni di gioco sempre nuove che stimolano i calciatori ad adattare quanto assimilato nel primo metodo.

Mi raccomando però, non spaventarti se tra i due noterai profonda differenza in qualità e intensità. Abbiamo già discusso di quanto sia più difficile pensare ed agire, piuttosto che agire solamente. Allenando tali fondamentali in situazioni reali e concrete, l’errore sarà sempre presente. Il giovane si trova di fronte a una porta chiusa senza chiave.

Compito delle esercitazioni destrutturate e analitiche è fornire tante chiavi per le milioni di porte che egli si troverà davanti. Per rendere tutto più chiaro illustriamo tramite due esercitazioni, i due differenti metodi per allenare il passaggio in profondità.

 ESERCITAZIONE DESTRUTTURATA: CATENA DI PASSAGGI E CONCLUSIONE NELLA PORTICINA

FASE DELL’ALLENAMENTORISCALDAMENTO TECNICO
DIMENSIONI DEL CAMPO
: 20X20
MATERIALE UTILIZZATO: 5 CONI,1 PALLONE PER RETTANGOLO
OBIETTIVO
: PASSAGGIO E RICEZIONE, MOVIMENTI NECESSARI PER GARANTIRE IL SUPPORTO
DURATA
: 15 MINUTI
N° GIOCATORI:
7 OGNI POSTAZIONE

Passaggio e ricezione, movimenti necessari per garantire il supporto

DESCRIZIONE
Disponiamo i giocatori come in figura.

Il giocatore nella posizione iniziale effettua un passaggio frontale. Il ricevitore porta la palla dentro al campo con uno stop orientato facendo spazio per una sovrapposizione del primo giocatore che riceve in profondità il passaggio.

Adesso con un tocco di prima, mette la palla nel mezzo per un terzo giocatore che con i tempi giusti si accentra per una conclusione di precisione nella porticina.

I giocatori ruotano nella postazione successiva ad ogni ripetizione.

APPUNTI PER L’ALLENATORE

  1. stimolare lo stop orientato per creare spazio per la sovrapposizione
  2. il tiro nella porticina deve essere preciso, con la corretta potenza
  3. stimolare a mantenere la testa alta anche durante il cross nel mezzo
  4. tempismo giusto per un’esecuzione fluida

ESERCITAZIONE SITUAZIONALE: 4VS4 IN CAMPI SEPARATI CON TIRO IN PORTA

Si gioca in un campo di 50×30 metri diviso in 3 corridoi. Ogni squadra colloca due giocatori al centro e uno nel settore laterale. Ogni coppia di giocatori cerca di entrare in possesso palla, per poi passarla rapidamente a un compagno davanti. Quest’ultimo, senza uscire dal proprio campo, la conduce verso la porta avversaria per poi centrare all’altezza dell’area del portiere, verso uno dei suoi due compagni, che cerca di segnare. Inizialmente si raccomanda di giocare senza portieri con porte regolamentari di calcio a 7 (6x2m). I due difensori devono fare di tutto per evitare il gol e entrare in possesso palla e diventare loro attaccanti.

VARIANTI

  1. Si introduce il portiere per rendere più reale il tutto
  2. L’esterno del lato opposto, durante il cross, può entrare per cercare di far gol

Vuoi RICEVERE ancora articoli sui giovanissimi ?
Dai il tuo voto qui sotto cliccando sulle stelline.

Dai il tuo voto qui sotto cliccando sulle stelline.
Il tuo voto ci aiuterà a capire se stiamo andando nella direzione giusta oppure dobbiamo migliorare e se poi vuoi veramente aiutarci a divulgare il nostro articolo: CONDIVIDILO sulla tua pagina Facebook cliccando sul pulsante di Facebook qui sotto 🙂
======

Che ne dici di dare un’occhiata anche a questi articoli?

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*