ESERCITAZIONE: 8 COSE DA SAPERE PER PREPARARLA AD HOC

esercitazione calcio categoria giovanissimi

Proporre UN’ESERCITAZIONE che risulti davvero allenante per una categoria come quella dei giovanissimi non è cosa da poco.

Cadere in errore è dunque abbastanza facile, a volte anche senza volerlo.

Per quanto riguarda l’aspetto puramente tecnico, quello che riscontro sul campo è un esasperato utilizzo di esercitazioni analitiche, dove il ragazzo viene messo davanti ad una serie di azioni da riproporre; esercitazioni che tendono dunque a migliorare la capacità di esecuzione di una qualsiasi giocata senza però inculcare il contesto in cui va riprodotta e soprattutto il momento.

Così facendo si tenderà a costruire robot che si inceppano infilandoci uno stuzzicadenti.

Altra storia per la tattica, o come meglio preferisco dire per l’insieme delle scelte che un giocatore compie in una determinata situazione di campo.

Possiamo riscontrare un’eccessiva staticità dell’esercitazione, un momento quasi di imbarazzo, in cui vediamo bombardare, ragazzi di 13/14/15 anni, di informazioni che se da una parte entrano, dall’altra escono immediatamente.

Come fare quindi a mettere in pratica qualcosa che sia veramente di aiuto per il miglioramento del singolo, e di conseguenza, del gruppo?

esercitazione calcio giovanissimi

Eccoti 8 punti che ti possono aiutare a dare una risposta alla precedente domanda:

1.NIENTE FILE CHILOMETRICHE, POCHI TEMPI MORTI.

Forse non a caso viene introdotta per prima. Se non più importante, resta comunque una delle prerogative principali per far sì che qualsiasi cosa si faccia sia realmente allenante. Come andare in bicicletta o scrivere, anche il miglioramento di un qualunque movimento o gesto calcistico rimane legato al numero di volte che lo permetto di sperimentare, provare e di conseguenza auto-correggere. Pensa quindi ciò che vuoi proporre sempre in base al numero dei componenti nel gruppo di cui ti occupi.

2.L’ALLENAMENTO IL MEZZO, LA PARTITA L’OBIETTIVO.

Che sia tecnica o tattica, mi trovo dell’idea che qualsiasi esercitazione venga fatta debba fornire al giovane calciatore “problemi da risolvere, e non situazioni da ricordare”, come abbiamo scritto già nel primo articolo. Già, perché in fin dei conti il processo decisionale, l’autonomia e la creatività sono i mezzi da allenare per la perfetta formazione di un calciatore ancora “vuoto”. Stiamo dunque parlando di ciò che nel calcio chiamiamo Cerca di riproporre più e nel miglior modo possibile, le dinamiche e le situazioni che il ragazzo si troverà di fronte nel campo, per attingere da esse attraverso l’esperienza durante la competizione. Allenare le varie realtà di gioco è fondamentale.

3.ALTA INTENSITA’.

I ragazzi di cui ti occupi non sono più “bambini”. Il loro corpo comincia a necessitare di un allenamento intensivo per rendere visibile un miglioramento qualsiasi, tecnico, fisico o tattico. Evita quindi pause estenuanti per correggere un errore fatto. Non farai altro che spezzare ritmo e concentrazione, che a questa età è veramente poca.

4.IL TROPPO STORPIA.

Il fatto che un lavoro abbia riscontrato interesse, da parte tua e dei tuoi giocatori, non vuol dire reiterarlo per tutta la sessione. Un giovane, in questa fase, cambia velocemente idea. Gestisci i tempi per far sì che sia veramente allenante, senza far appiattire l’ambiente. Prolungare non fa altro che diminuire gli stimoli prodotti nella testa del calciatore. E senza essi, finisce tutto!

5.L’INDIVIDUO PER IL GRUPPO.

Questo punto riguarda maggiormente l’ambiente della tattica. I ragazzi che ti troverai di fronte avranno sicuramente avuto poco a che fare con i principi offensivi e difensivi che ogni giocatore affermato mette in campo regolarmente. Non dar per scontato nulla, a partire dalle cose più banali, e inoltre concentrati sul singolo. Si parla infatti di tattica individuale. Almeno per quanto riguarda il 1° anno, limitati a proporre esercitazioni che migliorino il singolo, facendo così il gruppo, una conseguenza di esso. Mettere insieme fin da subito una macchina formata da 11 pezzi autosufficienti non è cosa da poco.

6.CREA SFIDE.

Per quanto riguarda questa prerogativa, credo sia producente indistintamente dalla categoria di riferimento. Da sempre infatti, soprattutto i più piccoli (come giusto che sia), focalizzare un avversario e prevalere su esso genera soddisfazione e aumenta la fiducia che si ha in sé stessi. Cerca perciò, di introdurre sempre un po’ di sano agonismo, che non guasta mai.

7.DIMOSTRARE PRIMA DI ATTUARE.

Come già detto e ridetto, bisogna tener conto di chi si ha davanti. Il calciatore rimane il soggetto, SEMPRE. Una spiegazione di quello che si andrà a fare dovrà sempre essere affiancata da una dimostrazione che faccia vedere praticamente di cosa si sta parlando. Non complicare ulteriormente le cose con affermazioni del tipo ‘serve a’, ‘perché’ ecc.

8.OSSERVA LA COMPETIZIONE.

Si trova a chiusura del nostro elenco ma non sicuramente per importanza. La partita infatti oltre al risultato, che in linea di massima dovrebbe offrire già da sé importanti risposte riguardo l’efficienza di ciò proposto settimanalmente, ti permette di cogliere difficoltà e lacune da colmare attraverso il lavoro. La preparazione di un’esercitazione e la sua rilevanza passerà anche e soprattutto attraverso i segnali che sarai in grado di delineare.

A conclusione, ho deciso di proporre un esempio pratico che mi sono trovato più volte a esercitare sul campo. Esso riunisce complessivamente gli 8 punti che dovrebbero aiutarti a rendere ancora più efficiente il tuo lavoro!

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ESERCITAZIONE
SITUAZIONALE CON TRANSIZIONE NEGATIVA 2VS1-2VS2
CON PORTA GRANDE E DUE PORTICINE

ESERCITAZIONE GIOVANISSIMI

GIOCATORI IMPEGNATI: 12-16
MATERIALE NECESSARIO:– 2 mini-porte – Casacche di 2 colori – 5 cinesini
DIMENSIONI DEL CAMPO: 18 m x 25 m
L’esercitazione prevede una situazione offensiva e difensiva rispettivamente per i componenti delle due squadre, unite quest’ultime ad un tiro in porta e ad uno slalom tecnico tra i cinesini.

Descrizione
1) Il giocatore B grigio effettua un passaggio verso A grigio che scarica per mandare al tiro il compagno. Contemporaneamente il giocatore giallo C fa lo slalom tra i cinesini più veloce che può per poi passare la palla frontalmente al giocatore giallo D e effettuare uno scatto girando intorno alla porticina di riferimento
2) Adesso il giocatore grigio A si trova a dover affrontare un 2vs1 verso la porta difesa dal portiere con i giocatori gialli C e D impendendo loro di sfruttare la superiorità
3) Ad azione conclusa, il mister introduce un terzo pallone con cui A e B (che durante il punto 2 rimane fermo) andranno ad offendere a loro volta C e D sulle due porticine

CONCLUSIONE
L’esercizio risulta contenere determinati elementi, allenati tutti contemporaneamente. Naturalmente l’intensità dello svolgimento è dettata dalla qualità del gruppo che si ha a disposizione. È ovvio che, in caso di buon materiale umano, risulta essere ancora più allenante introducendo tempi massimi di esecuzione in ognuno dei tre punti.

VARIANTI
– Due porte normali con portieri al posto di una (soprattutto con gruppi di età maggiore)
– Imporre tempi massimi per portare al termine l’attacco
– Sostituzione dell’esercizio di tecnica di base con uno di velocità o coordinazione
– Introdurre direttamente 2vs2, eliminando la situazione in superiorità numerica

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