LA GUIDA DELLA PALLA: I FONDAMENTALI DELLA TECNICA DI BASE

GUIDA DELLA PALLA NELLA CATEGORIA GIOVANISSIMI

Terzo appuntamento con la nostra rubrica dedicata ai fondamentali tecnici. Oggi affrontiamo, dopo aver parlato di trasmissione (CALCIARE) e RICEZIONE, il terzo gesto tecnico con il quale si ha a che fare dopo aver ricevuto palla e dopo averla controllata correttamente:è la GUIDA DELLA PALLA. 

Probabilmente tutti gli allenatori vorrebbero avere un funambolo in squadra al quale, al primo segno di difficoltà, viene affidata palla con il compito di depositarla direttamente in rete.

Un piccolo Messi tascabile pronto all’uso. La verità è che il calcio è uno sport situazionale e di squadra in cui tutti hanno bisogno di tutti, per difendere e per attaccare.

Inoltre, se hai letto articoli passati, sarai a conoscenza della disparità biologica dei ragazzi in questa fase. Saprai quindi che a volte, con i Giovanissimi, la scelta più facile non è sempre quella più giusta.

Sfruttare il tuo ragazzo più alto e veloce per raggiungere obiettivi personali non gioverà né a te né a lui.

Siamo in un periodo di transizione dove i risultati in partita (molte volte) sono falsati proprio da queste caratteristiche fisiche di cui non tutti ancora sono a disposizione. Ma, purtroppo di questi soggetti (intendo gli allenatori), in questa categoria ne troverai in abbondanza.

Ma, non correre a conclusioni troppo affrettate. Saper condurre palla e soprattutto superare l’avversario diretto sono delle caratteristiche fondamentali per un calciatore, qualsiasi sia l’età. E’ per questo che ora ne parleremo più approfonditamente.

TEORICAMENTE STIAMO PARLANDO DI…

….tutta quella serie di movimenti che il giocatore compie per evitare l’avversario e portare palla nella direzione che si desidera.

Sto facendo di tutto per non pronunciare quella parola di cui tutti hanno paura, soprattutto con i giovani. Ma noi siamo adulti e non ci spaventiamo. In gergo calcistico, tutto ciò scritto nella prima riga lo riassumiamo con la parola “DRIBBLING”.

Il dribbling è un movimento proprio di tutti gli sport di contatto in cui i giocatori devono effettuare un punto con un oggetto (solitamente una palla) che contendono a una squadra avversaria; tuttavia il termine nasce con il “nostro” gioco e viene usato prevalentemente in ambito calcistico.

Il termine ha origini inglesi. Viene dal verbo to dribble (dribblare) che indica la direzione rapida, imprevista ed incontrollata della bava di una persona o di un animale (non una cosa piacevolissima da immaginare), paragonata al movimento del calciatore che effettua il dribbling: rapido nell’esecuzione, poco prevedibile e incontrollabile da parte del giocatore avversario.

Il calciatore brasiliano Garrincha è considerato il più grande dribblatore della storia del calcio.

Ora, non stiamo qui ad elencare tutti i tipi di dribbling esistenti. Cerchiamo invece di destrutturare il discorso partendo dalla base.

GUIDA DELLA PALLA COME FARE

Ti ho parlato di dribbling ma non vuol dire che da domani allenerai i tuoi ragazzi esclusivamente sul doppio passo o sulla veronica alla Zidane (vedi video qui sotto)

Anzi il più delle volte, questi sono movimenti istintivi che i giovani, dopo aver visto in televisione il loro idolo effettuarli, tentano senza troppo raziocinio la fortuna.

Il tuo compito è invece migliorare il loro dominio palla affinché riescano a fare ciò che immaginano.

Generalmente la conduzione della palla può essere effettuata con l’interno del piede o con l’esterno, anche se il modo corretto per abbinare correttezza esecutiva e velocità è con la parte avanzata dell’esterno-collo del piede.

Nonostante sembri una cosa banale, occorre inoltre tenere in considerazioni 5 variabili che influenzano la conduzione:

Superfici anatomiche: interno piede, esterno piede, collo piede;
Spazio: avanti, indietro, destra, sinistra, diagonale;
Tempo: dopo aver preso informazioni visive, previa lettura della situazioni di gioco;
Finalità: conquistare spazio in avanti, conquistare una posizione favorevole per proseguire un’azione, tirare in porta;
Modalità: cambio di senso, cambio di direzione, cambio di velocità.

E’ bene poi, ricordare sempre che la testa deve rimanere alta in modo da vedere i movimenti dei compagni e con la coda dell’occhio guardare la palla per non perderne il controllo.

GUIDA DELLA PALLA COME ALLENARLA

guida della palla giovanissimi

Abbiamo dedicato abbastanza tempo alla parte teorica, soprattutto in virtù della categoria di cui ci occupiamo. I ragazzi che alleni avranno sicuramente avuto a che fare con istruttori di base “artisti” che con cinesini e coni potevano creare qualsiasi percorso o figura geometrica. In altri casi (molto più fortunati), avranno incontrato allenatore assistiti dal COERVER COACHING (di cui parleremo più avanti specificatamente), ovvero tutti quegli esercizi mirati alla sensibilizzazione di tutti i fondamentali tecnici utilizzati soprattutto appunto, nelle scuole calcio.

Ora. il giovane ha bisogno di qualcosa di più, senza nulla togliere a quanto elencato in precedenza. Saper fare non basta più. Occorre introdurre la parola “quando”. Questo non vuol dire un abbandono totale degli esercizi di tecnica destrutturata e analitica. Ma un progressivo aumento della presenza dell’avversario, senziente e contrastante. Un gesto tecnico per essere funzionale ed economico deve partire da una ottimale lettura della situazione e dei cambiamenti che avvengono nell’ambiente.

Anche qui dunque avrai a disposizione 2 METODOLOGIE DI INSEGNAMENTO, nessuna delle quali di tipo univoco ed assoluto.

DIRETTIVO E NON DIRETTIVO

Lo stile di insegnamento direttivo è centrato sull’insegnante e si riferisce ad un approccio didattico di tipo deduttivo, di cui abbiamo parlato nell’articolo LA PROGRESSIONE DIDATTICA. Quello non direttivo è invece centrato sul giovane e si riferisce ad un approccio didattico di tipo induttivo.

Nel primo convergerà il metodo prescrittivo misto e dell’assegnazione dei compiti: il giovane avrà di fronte un problema e una soluzione da applicare. Tutta la sua concentrazione verrà dedicata all’esecuzione corretta di quanto è stato assegnato.

Nell’insegnamento non direttivo sarà prevalente il metodo della risoluzione dei problemi e della libera esplorazione. Errori ce ne saranno, a bizzeffe. Ma proprio dalla presa di coscienza di questi errori e dalla giusta correzione apportata dall’allenatore, il giovane arriverà ad un miglioramento concreto del suo essere calciatore.

La combinazione ed interazione tra due diversi stili di insegnamento è il percorso da privilegiare in questa categoria, in cui è possibile migliorare ancora molto tecnicamente, ma che necessita di allenamenti completi tatticamente.

Ora, ti propongo qualche esercitazione per rendere più chiaro quest’ultimo paragrafo e per darti qualcosa da usare direttamente nella tua prossima seduta…

ESERCITAZIONE N°1 (DIRETTIVA)
GUIDA DELLA PALLA

Numero di giocatori ideali: 6 (disegnati solo i primi della fila per semplicità). Un pallone a testa.

Le due file sono posizionate una vicino all’altra, a circa 3-4m di distanza. Partenza in contemporanea dei primi due allievi. Guida della palla in slalom tra 4 cinesini.

All’uscita dallo slalom i due giocatori accelerano fino a raggiungere un paletto posizionato a 5m di distanza e al centro delle due file. Aggirarlo senza scontrarsi col compagno e nuova accelerazione. Si conclude l’esercizio eseguendo uno slalom sui 4 cinesini del compagno.
L’obiettivo è quello di concludere l’esercizio, in modo corretto, prima del compagno.

Variante: durante il primo slalom, eseguire un “8” tra il 3° e il 2° cinesino per poi continuare con lo slalom.

ESERCITAZIONE N°2 (DIRETTIVA)
GUIDA DELLA PALLA

L’esercizio comincia CONTEMPORANEAMENTE dalle due estremità opposte. I primi due giocatori, in possesso di palla, la conducono in linea per alcuni metri (circa 3m) prima di affrontare uno slalom tra 4 cinesini.

All’uscita si accelera fino ala sagoma centrale per effettuare il cambio di direzione, di 180°, richiesto dal tecnico.

Si alterna poi un passaggio verso il compagno di dx a uno verso il compagno di sx, entrambi posizionati a sostegno. Quest’ultimo esegue un controllo orientato sul cono per poi portarsi in fila. I giocatori avanzano di una posizione.

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